Giovanni Caxarii, 1420

Nome
Giovanni /Caxarii/
Cognome
Caxarii
Nomi di battesimo
Giovanni
Nascita
Nascita di un figlio
Nascita di un nipote
Famiglia con genitori
padre
lui
1420
Nascita : circa 1420 20 Fimon, Arcugnano, Vicenza, Italia
Giovanni Caxarii + … …
lui
1420
Nascita : circa 1420 20 Fimon, Arcugnano, Vicenza, Italia
figlio
1450
Nascita : circa 1450 30 Fimon, Arcugnano, Vicenza, Italia
Nota

GIOVANNI CAXARII

Giovanni Casaro, figlio di Nicola, è l'antenato più vecchio della famiglia Casarotto finora trovato.

Dai riferimenti documentali citati sulla famiglia Casarotto ( vedasi il libro del Prof. Reginaldo Dal Lago
" FIMON, La valle, gli uomini, le attività" edito dalla Parrocchia di Fimon nel Novembre 2008 pag. 98/99: ASVi, Uff.Reg., a.1423/I, cc.113-120v; a.1429/I, cc. 240v-241v; 1457/IV et aliorun annorum; a.1522/VII, c. 4; ASVi, Notai, Aviano Galeotto, b. 357) troviamo che nel 1423 vive a Fimon un certo " Johannem q. Nicolai dictum casarium", cioè un Giovanni, soprannominato "casaro", cioè un produttore di formaggi o uno che lavora il latte.

Qualche anno dopo, nel 1429, troviamo un "Nicolaum filium Johannis caxarii de Flumone".
Questa indicazIone - a detta del Prof. Reginaldo Dal Lago - è particolarmente interessante per tre motivi. Innanzitutto ci dice dell'usanza, invalsa già allora e poi sempre più frequente, di dare al figlio, di solito il primogenito, il nome del nonno. Nel documento, poi, non compare più la precisazione "dictum", cioè " soprannominato", quasi a mettere sull'avviso che non si trattava più di un soprannome passeggero, ma che il suo mestiere faceva parte della sua personalità: Giovanni era tout court "il casaro". E non era solo " il casaro" ma "il casaro di Fimon", forse perchè, se proprio non era l'unico in paese, era tuttavia il più importante e bastava questo per distinguerlo, per identificare lui e i suoi familiari.
Il documento ci dice infine che il figlio Nicola o Nicolò, si portava dietro, oltre al mestiere, anche il soprannome del padre. Il quale Nicola doveva essere un vero marcantonio, tant'è che nel 1457 è registrato come " Nicolaus Casarottus". "Casarottus" è ormai un vero e proprio cognome.
Con questa dicitura si completa l'evoluzione del cognome, seguendo due delle vie classiche nella formazione dei cognomi: quella che parte dal mestiere del capostipite e quella che ne mette in risalto una caratteristica della personalità, in questo caso della struttura fisica. E' evidente che Casarotto altro non è che un accrescitivo di "Casaro", come s'è detto a proposito anche del cognome Zanotto da Zuane, cioè Giovanni.
Da allora non si contano i documenti che riguardano i discendenti dei Casarotto. Se ne citano soltanto un altro paio, uno del 1523, perchè per la prima volta è stato trovato il nome proprio Gregorio, che indubbiamente è il più gettonato nella famiglia Casarotto; l'altro del 1550 che ci testominia come già allora Melchiorre, il figlio di Gregorio, non abbia perso l'occasione di dare al figlio il nome del nonno, Gregorio appunto.

Io, Maurizio Casarotto, mi permetto di commentare questa pagina scritta dal Prof. Reginaldo Dal Lago circa l'evoluzione del cognome.
L'affermare che il cognome "casaro" diventi "casarottus" con l'aggiunta del rafforzativo o accrescitivo "ttus" e quindi "oto" e "otto" per mettere in risalto una caratteristica della personalità o meglio della struttura fisica ( cioè perchè grande e grosso), mi sembra un pò folcroristico. Se così fosse dovremmo dedurre che tutti i Casarotto del Vicentino e del Veneto, che si trovano numerosi nelle varie località, dovrebbero avere un capostipite "grande e grosso", il che mi sembra proprio improbabile.

Nell' Estimo del 1703 tra le varie contrade di Fimon è indicata anche la "contrà delli Casari" con una abitazione murata, che allo stato non sono ancora riuscito ad individuare.

Altra annotazione da fare è come mai i Casarotto da "casari" diventano "molinari". Infatti le famiglie Casarotto si sono affrancate e si sono imposte nell'attività molitoria, diventando affittuari e proprietari di vari molini proprio nella Valle dei Mulini, la contrada più edificata e abitata di Fimon.

Nella "Nota delle Case" del 1799 / 1800 sono indicate e distinte le case "da bracente" , cioè da bracciante, le "case da livellario o da affittuale" e le case "da lavoradore" mentre per le case abitate dai rispettivi proprietari sono indicate le abitazioni delle famiglie Giacomazzi, Stecchini, Sesso cioè famiglie nobili in decadenza e quelle delle famiglie emergenti Casarotto e Zanotto.